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Pubblicata il 10/01/2007
A te, strumento ignaro
manipolato all'uso della guerra
che vittima o assassino per idea
macchiasti di vermiglio questa terra.

La storia non è altro che potere
che celebra ed esalta il vincitore
non ha colore il sangue di chi perde
macchiato di vergogna e disonore.

A te, milite ignoto
mandato come pecora al macello
a te, morto in peccato
perché largisti l'anima e il cervello.

La storia non ha occhi né memoria
è figlia dell'influsso del presente
e prode è solamente chi si onora
di avere ucciso l'ultimo perdente.

A voi, che nella guerra
avete perso l'uso e la ragione
a voi, di qualsivoglia credo
che fate della vita una prigione.

La storia non è quella che si canta
nei libri compilati dal governo
ma quella più nascosta e sacrosanta
dal singolo vissuta, nell'inferno.
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che dirti? bravo , molto molto molto bella. ti abbraccio veronica.

il 10/01/2007 alle 16:19

mi piace lo stile....parte leggera, non troppo pesante e poi BAAAM, mazzata sugli ultimi versi.
come dice veronica....molto molto bella.
ciao

il 10/01/2007 alle 16:27

grazie a te veronica, un commento fa sempre piacere :)

il 10/01/2007 alle 16:52

grazie per essere passato di qua

il 10/01/2007 alle 16:53

Una voce, la tua, che si leva possente a dare valore a chi, in silenzio, è stato inondato da un enorme flusso di dolore.
Ricordiamo tutti coloro che sono stati ed ancora saranno vittime innocenti ed eroiche di ciò che ha nome violenza.
Un saluto, mati.

il 11/01/2007 alle 10:24

E' l'emblema del ricordo! Il racconto del vissuto! Ai posteri resta l'eco ed un semplice saluto!

il 25/10/2016 alle 12:23