Pubblicata il 23/05/2002

Il mare è come un sogno ripetuto,
un misterioso senso che mi prende
ora che lo guardo, di fronte all’Africa.
Lo scirocco serpeggia tra le palme,
incolla ai corpi umidi vestiti
portando sabbia e spruzzi dagli scogli.

Il mare è tutto ciò che di quei giorni
rimane, sfondo di fotografie
dimenticate al fondo dei cassetti.
Ma qui com’è vivo, in questa notturna
Sicilia dove l’Italia finisce
oltre la torre di segnalazione
e l’odore di salso che si fa vento.

Qui l’ho capito, tra le pietre nere
che brillano ai lampioni della strada:
è dentro me, il mare, sempre presente
con i suoi moti, con le onde e le maree;
è il diaframma di roccia che si fa
saltare per rivedere la luce.
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