Pubblicata il 21/05/2002
Logoro ancora, quel che rimane,
Sulla lenta giostra delle notti insonni,
Dov'è il tempo soltanto ad assopirsi e riposare,
Mentre io, troppo sporco & stanco,
Rimango con occhi spalancati ad uccidermi,
Rassegnato e volutamente confuso,
Continuo giocando a dadi truccati con me stesso.
Bestemmio e sputo a cuore aperto,
Spergiurando la caduta della mia essenza,
E ancora mento,
Sulla mia falsa volontà di venire a capo di qualcosa che realmente non esiste.
Mi smarrisco correndo dietro a dei pensieri, delle volontà, delle parole, delle convinzioni, che vedo scontrarsi tra loro.
Che di fatto neanche a me, appartengono.
Ma che non tanto stranamente bruciano,
Quasi come se, facessero davvero parte della mia anima.

Anto 17
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PIù una pagina di diario che una poesia, non trovi? ciao Andrea

il 21/05/2002 alle 14:38