Pubblicata il 20/05/2002
Tu
che ingombri l'arena
volto incipriato di luce
povera maschera di scherno
sulla carne consunta

hai dolore

zolle il riso sguaiato
di folla in faccia
il tuo compenso:
attore un istante
una vita pagliaccio

tu hai dolore

greve cala
l'arazzo di stelle
sulla tenda da circo
ancora tu sull'arena
la notte nel cuore

e più piano
si spegne il dolore.

Roma 1978

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GAF

Non sono paragonabili le 2 poesie la mia ne guarda un aspetto e la tua un altro la tua è bellissima ho sentito in pieno la tristezza che si celava dietro la maschera.
Sei molto bravo!
Elisabetta

il 28/06/2002 alle 15:56

Nel rileggerla oggi la riscriverei, sai? Ma così mi nacque e così restò! Grazie Eli.
Un caro saluto.
Max

il 28/06/2002 alle 17:42