Pubblicata il 02/09/2006
Necessità stringe le nostre storie
ed è un accerchiamento visibile
Allenati al movimento impercettibile
come cecchini in un’ombra vigile
a calcolare danze aleatorie
sotto un cielo tutto sensoriale
Frammiste fra noi nubi e stelle
di comunicazione fallimentare
A denti stretti come sentinelle
di un altrove notturno e indefinito
Riflettendo proiezioni ed identità
diffuse in un gioco disinibito
Controlliamo la nostra vita
sfuggendo ai nostri demoni
Annaspando rigidi sui nostri sogni
Assorbendo la cadenza delle stagioni
Divenendo gli enigmatici oceani
in cui abitualmente
rifiuteremmo
di perderci
E siamo la luce al maestrale
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Davvero molto bella! Ben archotettata, ritmo lento, ricerca nelle parole, chiarezza degli intenti; il dissenso, l'amore ricercato, la condizione ontologica che porta a incontri/scontri/confronti. Due i versi che mi sono piaciuti di più: la chiusa e "come cecchini in un’ombra vigile
a calcolare danze aleatorie
sotto un cielo tutto sensoriale".
Ma, ripeto, la lirica è molto piacevole.
Un ritorno alla grande!
Un caro saluto
Er

il 02/09/2006 alle 20:17