Pubblicata il 18/07/2006
E così dovrei perderti domani?
Tu, in altre stanze, altri colleghi, altre mani?
Tu credi che io lascerò fare?
Adesso che non posso più fare a meno di guardare,
annusare, sfiorare, approfittando di ogni vicinanza,
di ogni infinitesima scheggia di te.
Ma come, non né ho ormai abbastanza?
Una collezione intera, certo, ma son sicuro,
mancano ancora i pezzi più importanti;
ci sono, non scrollar la testa, ci sono,
lo sento e certo devono essere tanti;
tanti quante le stelle in cielo,
quanti dentro la pancia della terra i diamanti,
Oh no, sbarello, mai citato il firmamento,
mai citati i minerali, sei pericolosa;
subito pensato, dal primo momento,
anzi no, da quando hai detto “mariposa”;
“Qesta ragazza mi ruberà la vita” ho pensato,
“RAGAZZO GIU’ LE MANI DAL BANCO, NON E’ COSA.”
Uh!… Ah!…Mmmmh…
Non ci posso pensare,
mi pare che mi viene il mal di mare,
pure un po’ di mal di pancia,
che subito passa però se mi vieni vicino,
se mi sfiori la guancia…,
Lo dico con le labbra protruse in avanti,
come quando “…piaggeria” hai detto;
ma lo vedi che mi ricordo proprio tutto,
proprio io che fatico a ricordare come mi chiamo io.
Qui tutto ti reclamava, non sentivi?
Il tifo era da stadio,
l’urlo della curva era assordante,
come facevi a non venire,
resistere alla prepotenza di un tale ingaggio?
Mio Dio, è un miracolo,
ho passato mesi con le dita morte sulla tastiera,
e adesso guarda, vanno da sole,
piovono come coriandoli a carnevale le parole;
gli input sono replicanti,
l’immaginazione va a mille,
non puoi abbandonarmi Musa,
Ti prego in ginocchio…
Hey!…
Hey!…
Sono quaggiù,
proprio davanti...
AHI! Niente, scusa,
Senza volerlo mi ha cecato un occhio.
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