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Pubblicata il 15/06/2006
Taci di quel silenzio rumoroso
di parole a zonzo, vagabonde
Ed io incrocio discorsi stanchi
e frammentati, per quel che mi concedi
mi accascio, per l'aritmia del sentimento
Anima ...ti chiedo d'essere leggera, oggi
Ti dico - Basta! e colo a picco col mio io
Dietro col forcone, mi perseguita
Sputa veleno e sangue, la bestia invereconda
Innominabile talento di tenerezza e d'odio
Nell'alternarsi di alti e bassi, m' affonda
Ed io annaspo nel suo "IO", disgraziato
E la bestia gode,
nel torturare la mia natura instabile
Addenta, stronca, morde e scappa
Mi lascia sanguinante a terra, indifferente.
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quel tuo rosso sanguinare non è indifferenza...ma sofferenza!

il 16/06/2006 alle 11:19

Già...
e la bestia non mi lascia in pace, neanche quando non è davanti ai miei occhi...

:(

il 16/06/2006 alle 15:57