Pubblicata il 12/05/2002
La notte è sempre triste
se il cuore va lontano
anche un respiro forte
fa rompere il silenzio.

Un pò di luce filtra
tra le tende tirate
dai lampioni nella strada

lievi chiarori alle pareti
come Fantasmi immobili
che sanno trattener il respiro.

Il sonno
non ti è più amico
diventa merce rara

e del domani
non t'importa molto
se non che passa presto

e torna
la maledetta sera.
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Bè non ti incazzare se te lo dico...
ma avevo l'impressione che fossi dannatamente meccanico...
Oggi finalmente posso dirti che ho ascoltato i tuoi sentimenti.
Forse perchè ti sei rivelato nelle parole nostalgiche dell'uomo...
Parole che la poesia riesce solo a raccontare e non cancellare.
Sei qui un pò più fragile e forse per questo più vero.
Gabriele

il 12/05/2002 alle 17:15

... e adesso t'incazzi tu, amico.
Perchè io racconto le storie degli altri e dai mille racconti trovo spazio per fare poesie, che solo una minima parte parla di me. Delle ultime solo "Pollice macchiato" che riguarda mia figlia.
Delle ultime intendo pubblicate quì.
Non ho fantasmi dietro, ma solo brutte esperienze, che non rivivono dopo il calar del sole, ma qualcuno lo è, e per questa persona che lo scritta e pubblicata su vari posti un paio di mesi fa. Dovrei averne un'altra fra la quarantina in cartella, ma non le tengo a mente tutte.
In passato ne ho scritte diverse sull'argomento, dovresti spulciare su quasi 400 in tutte le poesie e di sicuro non ne vale la pena.
Fatti un giro sul mio sito, qualcosa troverai:
http://www.azl90.supereva.it

Luigi

il 12/05/2002 alle 18:32