Pubblicata il 09/05/2002
Ci stiamo affacciando, vagamente rintronati
A questa luce che tutto infuoca a dardi alterni

Il nostro verbo ha il volto pallido e acquoreo
Di chi è appena uscito a stento da una grotta
Il nostro verso manca ancora di vigore, d'energia

Cosa vuole questa luce? La pelle, a poco a poco, prende
Un colore più arso e più conscio. Il mondo aspetta di svelarsi

Stanti, perspirando distintamente, avvertiamo
Oltre le dune i rumori dei pini e dei castelli e di acque

Lentamente, ci avvediamo, sconvolti, dei nostri panni
Una coscienza si fa strada: poeti. Ci daremo al mondo

Il nostro verbo deve nutrirsi dei colori diversi
Il nostro verso deve rinforzarsi, bere a fonti caustiche
Impareremo la forza e il sussurro, l'arte e l'assalto

Ci stiamo affacciando, vagamente rintronati
A questa luce che tutto infuoca a dardi alterni
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Bella, anzi bellissima
:-)
Nulla posso aggiungere a parole che sono stupende di per sé.

il 12/05/2002 alle 17:23