Pubblicata il 14/05/2006
Chissà,
se dal gelo dell'inverno
rinascesti fiore
ai limiti di un prato-dove-
chiamasti infinita la primavera.
-ma fu dolore-
Timido bucaneve
il gelo dell'alpe dominando.
-e ti fu l'amore-

Chissà,
se ti parlò il vento
in lancinante esplorarti
ed arrogarti di parole
-all'anima tua chiusa-
raggirando in tondo
-e perforando-
la tua nuda bara di cristallo.

E chissà,
allora se avresti voluto -ancora-
nel petto in sanguinre intatto
la tua pena di giglio fresco.



La prima volta che l'ho letta è stato come se una lancia di ghiaccio mi avesse penetrato il cervello....la seconda era di fuoco,e la terza era entrata in me con tutte quelle parole precise, recise, assillanti,consapevoli...così diversa dal mio sentire,ma così intima alla mia conoscenza.
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morire a soli 32 anni con tanta ricchezza nel cuore, nessuno puòrestare indenne alle tragiche vicende della Plath ma sopratutto alla sua eclatante poesia tutta imperniata nel dolore,vado a cercarne una vedo se la trascrivo,per fartene omaggio,dopo il grandeattod'amore che le hai rivolto

il 14/05/2006 alle 17:15

........

il 14/05/2006 alle 18:00

non l'hai poi trovata?
hahahahah

il 15/05/2006 alle 09:51

ogni promessa è debito
l'aspetto,poi semmai la contraccambio con una scelta da me
( Non postarla in inglese,sai la difficoltà che ho con questa lingua)

il 15/05/2006 alle 09:52

@-------->>

il 15/05/2006 alle 10:00

Il diario di Sylvia Plath, con una prefazione di Ted Hughes, è pubblicato da Adelphi. L'unica raccolta di versi pubblicata in vita è "Il colosso". Le raccolte "Ariel", "Attraversando l'acqua" e "Alberi invernali", che raccolgono la sua migliore produzione poetica, sono state pubblicate postume.

Io sono verticale

Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un'aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell'uno la lunga vita, dell'altra mi manca l'audacia.

Stasera, all'infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto -
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me più naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

(da "Attraversando l'acqua")
Spero di farti cosa gradita di questa bellissima poesia dell'autrice Plath. Ciao sorellina.Bacioni

il 15/05/2006 alle 11:13

una delle sue splendide insuperabili poesie,...si grazie dal profondo del cuore Dorì...la sua anima mi sta appiccicata negli occhi
un tenerissimo abbraccio per i tuoi sempre cari pensieri!

il 15/05/2006 alle 11:20

un applauso...

il 15/05/2006 alle 14:14

:-)))))

il 15/05/2006 alle 15:54

Mi documenterò su una poetessa di tale valore, intanto grazie a te e a Dory per il magnifico dono dei versi, mati

il 15/05/2006 alle 23:11

mi stupisco come una poetessa di tale valore sia così poco conosciuta...
non so se hai ben capito i versi messi in home sono miei dedicati a Sylvia,che ha vissuto una vita difficilissima sempre avvolta nel dolore e la mia speranza per una sua rinascita sono quelle mie umili parole che le dedico
morì suicida a soli 32 anni, infilando la testa in un forno a gas... per una sua maggior conoscenza ti dedico in chiaro con la speranza che altri che non la conoscono possano leggere due magnifiche poesie della Plath
un grande abbraccio...


vorrei ripetere questo esperimento presentando altre gradi semi-sconosciute in italia poetesse che hanno fatto grande la cultura nei secoli...che ne dici?

il 16/05/2006 alle 09:33

DI SYLVIA PLATH

L'IMPICCATO

Per le radici dei capelli mi afferrò un qualche dio.
Ai suoi azzurri volt mi rattrappii come un profeta del deserto.
Le notti sgusciarono via come palpebre di lucertola;
un mondo di vani giorni bianchi in una buca senz'ombra.
Una noia di avvoltoio mi appuntava a quest'albero.
Farebbe anche lui come me ,se tu fossi io.


il 16/05/2006 alle 09:41

Spesso i migliori sono i meno conosciuti, vedi Artaud, Céline ed altri, che pur avendo risonanza come nome spesso son ignorati, per difficoltà, incomprensione, e un po' diciamolo, perchè la gente di oggi per la maggior parte a interessi bel lontani dalla letteratura e dalla poesia...così è accaduto a Sylvia Plath, Anne Sexton, anche se preferisco Sylvia....ggrande poetessa in cui il vissuto si è trasfuso completamente nella sua anima e da quella alla carta...la tua è stata una bellissima dedica che ho trovato e scoperto con grande piacere, dedica che ti consiglio di ripubblicare magari sul tuo blog...un grande abbraccio, andrea ^^

il 20/08/2013 alle 19:27

amo la Plath e la tua poesia-dedica, rich.

il 22/01/2014 alle 18:00

molto bella.Attualmente è la mi poetessa preferita.

il 10/03/2014 alle 21:17

caro Andrea, come vedi ogni tanto passo e mi fermo anche per leggere qualche commento, in questo mondo convulso l'idea della Bellezza e il profumo della spiritualità sembrano passare inosservati, ma spesso ti accorgi che sono soltanto celati nel profondo delle anime e che la preziosità di Poeti come la Plath non va affatto perduta ma illumina il nostro passaggio in questo mondo che pur così crudele ha sempre insospettati angoli di purezza e di pace

il 25/08/2014 alle 02:05

grazie Rich, è per me un vero piacere

il 25/08/2014 alle 02:06

fiore della... grazie fiore sconosciuto! Un sorriso

il 25/08/2014 alle 02:07

aggiungo il mio commento, non per lei (lancinante poetessa) ma a te! Sensibile attento, mi hai ancora emozionato. Non è facile.

il 10/10/2014 alle 01:13