Utente eliminato
Pubblicata il 05/05/2006
Ci ha ingannati ancora
il mare,
credevamo finisse lì,
nella sottile linea
tra l'orizzonte e il cielo.
Poi, ci dissero che oltre
c'era altro mare,
ed altro orizzonte,
così, come un'alternarsi
d'incubi e speranze.
Noi ci siamo arenàti qui,
senza più sogni da inventare,
in questo tramonto cieco.



S.V. 05.05.2006
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Ti ritrovo con immenso piacere mia carissima e dolce amica,
in questi versi vestiti di una malinconia salubre che coglie ogni sua piccola gocce di sapore da quel mare che tanto ami e che in questa poesia sembra non essere più tuo alleato.
Una bella e forte poesia che rispecchia la tua alta sensibilità.
Mi colpiscono davvero i tuoi versi,
una delle tue più belle...
complimenti dolcissima!!!

il 05/05/2006 alle 21:10

Arenàti qui, una chiusa forte, vigorosa, anche drammatica. Ma i sogni devono poter andare oltre il buio delle delusioni, devono navigare verso il futuro, e tu sei un'abile nocchiera.
Piaciuta tanto, un abbraccione, mati

il 05/05/2006 alle 22:05

è la luna, i girovagar di pianeti, che, anche se non vogliamo, porta l'alta marea...
Le navi si disincagliano con l'alta marea, pronti al timone lì bisogna trovarsi..
è una bellissima poesia, a seconda degli eventi, il tramonto cambia, e da sereno e dolce, può diventare cieco...
Ma esiste poeta che non si lascia trasportare dalla malinconia? E' più difficile scrivere di gioie, mentre risulta maledettamente fluida la penna (ormai tastiera) quando si tratta di dolori...
grazie per l'emozione
Luigi

il 05/05/2006 alle 22:23

...estasiato...

il 05/05/2006 alle 22:47

il mare ,dolce amica non sa ingannare...sono i nostri occhi che spesso scavalcano il cielo...ma se guardi bene vedi sempre le stelle, quelle che luccicano nei tuoi pensieri
stai serena
Tvb

il 06/05/2006 alle 11:05

Questo mare ingannevole che sembra finire e non finisce, lo sento come una metafora della vita: ci sembra di aver compreso tutto, soprattutto nella maturità, ma l'esistenza è un continuo divenire, c'è sempre un oltre, ma spesso preferiamo arenarci, stagnare in un tramonto cieco, senza più forza di esplorare ancora. Bellissima. marina

il 06/05/2006 alle 13:04