Pubblicata il 22/04/2006
Nu sciuri
signava ru libru
'na pagina ‘ngiallita

chi mi ricorda
un ghiornu ,un annu
e n’ura

e a me vita
si sciupa
com’e fogghi i carta

Cadivanu i minuti
i chisti mani
comu cadiva a pioggia

e vitti ffacciatu
fora a finestra

cavaddi niri
gia parati a festa

‘llistuti pi partiri

“Non suggnu ancora prontu!”

‘Nci grirava
ma nudda ricchi aperta
mi sentiva

“ Eu sugnu ccà e sugnu ancora vivu!!”

Ma nuddu sguardu
cu meu s’incuntrava!

U carrettu moviva i so roti
e a genti ciangiva e priava

Ieu mi sgolava:
“Su vivu... su vivu!”

Finquandu trasia ‘nta stanza
e vitti a me facci

Distesu nto lettu conzatu
nto menzu sdraiatu
cull’occhi già chiusi

Curcatu com’u ‘nta vasca
nta testa nu fioccu legato
ncartatu com’a na pasca

U baffu macchiatu di iancu
e rossicciu
na ciocca i capiddhi a capricciu

e quandi mi vitti spacciatu
grirai: “su mortu..su mortu!”

Svegliandu o vicinu di latu
Parenti ru vivu

“Oddiu u mortu e risortu!!”
grirau...
E allura schiantatu… fuiu!!

traduzione:

Un fiore segnava
del libro
una pagina ingiallita

Che mi ricorda un giorno,
un anno
un’ora

E la mia vita si sciupa
come i fogli di carta

scendevano i minuti
da queste mani
come la pioggia

e ho visto affacciato
fuori dalla finestra
cavalli neri

già parati a festa
pronti per partire

“Non sonon ancora pronto!!”

Gli gridavo
ma nessuno mi sentiva

“io sono quà, sono ancora vivo!”

Ma nessuno sguardo
col mio s’incontrava

Il carretto muoveva le ruote
e la gente piangeva e pregava

Io mi sgolavo:
“Son vivo..son vivo!”

Finquando sono entranto nella stanza
ed ho visto la mia faccia

Disteso nel letto allestito
nel mezzo sdraiato
con gli occhi già chiusi

Coricato come nella vasca
in testa un fiocco legato
incartato come per Pasqua

Il baffo macchiato di bianco
e rossiccio
una ciocca di capelli a capriccio

E quando mi vidi spacciato gridai:

“Son morto ..son morto!”

Svegliando il vicino di lato
Parente del vivo:

“Oddio il morto è risorto!!”

Gridò, spaventato e scappò!
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Carissimo Pirro,
per prima cosa devo ringraziarti della tua traduzione, ma anche senza il mio istinto mi suggeriva che si parlava della morte.
Mi ha molto impressionata la scena dei cavalli neri scalcitanti, che emettavano fumo dalle narici e che raschiavano la terra con le loro grosse zampe.
- La morte ti attende - sembrano gridare ma tu spaventato urli - non sono ancora pronto-
Un susseguirsi di oscure emozioni.
Grazie nonostante lo spavento.

il 22/04/2006 alle 19:14

nasce tragica e finisce comica questa poesia
non sono riuscito a trattenere la tragedia..
dopotutto mi sentivo coinvolto
e se devo "dipartire" lo devo fare ridendo!!

il 22/04/2006 alle 21:36

Poesia goduta nell'idioma calabrese che è simile al siculo.
Le immagini si susseguono come fossero tragica realtà di un particolare momento di macabra "partenza", poi sopraggiunge un grido di salvezza e ci riporta il nostro Pirro qua, a verseggiar di vita e morte con la stessa facilità, alla prossima, mati

il 22/04/2006 alle 22:33

poesia scaramantica, divertente, sembra tratta da un film del grande Toto,ciao Rosa

il 23/04/2006 alle 17:46

rido ... rido ancora
per questa mia immagine

il 23/04/2006 alle 23:32

dissacrare e deridere la morte non signica non temerla
ma è prendere coscienza che si sopravvive ad essa anche sorridendo

il 23/04/2006 alle 23:34

un pò del grande TOTO' c'era..
ma quella scena sua mi ha fatto scompisciare..

il 23/04/2006 alle 23:35

ti invidio!!vorrei anche io sapere scrivere poesie in dialetto calabrese...mi affascina tantissimo!complimenti!
SILVIA

il 24/04/2006 alle 12:29

SILVIA ..se non ci provi non lo saprai mai..
prova a tradurre le poesie dall'italiano in dialetto e poi cambia le parole che non hanno "musicalità" dialettale con altre..
ti sarà più facile finquando non sarai pronta
ciao Roberto

il 24/04/2006 alle 13:28