Pubblicata il 18/04/2006
Decidesti di fuggire
per non cedere
al richiamo del cuore.

La tua vita già segnata:
strada ben asfaltata
senza avvallamenti.

Rimasi seduta,
confusa nell'attesa
leggendo strani libri
e lettere segrete.

Mi dicono che adesso
sei felice
attivo, pieno di risorse.

Solo Luca è stato discordante:
t'incontra spesso tetro
la sera al vecchio pub.

Isolato, di fronte una bottiglia,
con gli occhi nel bicchiere,
non parli
non sei di compagnia.

Mi pare di vederti
immusonito nell'ipocondria
mentre io
nella mia stanza vuota
m'accingo a scrivere per te
l'ultima poesia.
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L'apertura denota rimpianto che contrasta con la chiusa che invece sottolinea un distacco completo ...secondo il mio modesto parere.
Bella...un saluto, sol

il 18/04/2006 alle 10:30

Il rimpianto ci sarà sempre, ma anche la consapevolezza, da parte di Lei, che Lui ha fatto una scelta. Resterà fra i due il ricordo di un amore al quale il protagonista maschile della lirica, nonostante il dolore, non ha voluto accondiscendere. Lo strazio della donna è paralizzante "rimasi seduta", ma sente di non dover soffrire in eterno per un uomo che non ha saputo rischiare per il suo amore.

il 18/04/2006 alle 11:27

Una scelta di vita che forse non era quella desiderata, fatta erroneamente per seguire strada senza avvallamenti e che tale non si è rivelata.
Sempre aderenti a tante realtà le tue poesie e tutte molto incisive, un abbraccio, mati

il 18/04/2006 alle 11:51

no Max, non sarà l'ultima: almeno finchè avrò l'ispirazione, poi smetterò. Un dolce saluto. Marina

il 18/04/2006 alle 11:57

Le tue parole affettuose mi danno una grande gioia, mi spingono ad andare avanti nel mio lavoro di scandaglio dei sentimenti. Un grande bacio. Marina

il 18/04/2006 alle 11:59

L'ultima poesia di commiato definitivo.Con realismo e distacco emotivo..rivedi una sua ultima immagine
di lui immusonito nell'ipocondria.
Cara Marina hai fatto bene.a chiudere l'ultimo capitolo di un libro, che non era per niente bello!..Bacioni Dora

il 18/04/2006 alle 15:48

C'è, credo, nella mia poesia sia il rispetto che il dolore per la scelta dell'altro. La protagonista non puo' far altro che accettare il distacco, pur decidendo di non voler soffrire ancora per un uomo vile (che ha sicuramente delle ragioni per fuggire ma che, secondo lei, non sono sufficienti per distruggere tutto). Un bacione. Marina

il 18/04/2006 alle 16:18

La sensazione del distacco provoca sempre sofferenza, ci vuole coraggio e tu ci sei riuscita rendendola poesia, sei brava un abbraccio nadia

il 18/04/2006 alle 16:59

Momenti di vita.
Descritti con tocco femminile.
Er

il 18/04/2006 alle 18:20

Grazie Nadia, il distacco è doloroso e lo è anche il coraggio che nella mia lirica si esprime negli ultimi versi. Un abbraccio. Marina

il 18/04/2006 alle 18:23

Sono contenta che nella mia poesia si senta il "tocco femminile". Grazie. Marina

il 18/04/2006 alle 18:27

....scrivi, cara marina, scrivi, perchè lo fai bene. si prova di tutto nella vita, gioie , dolori,come il tempo che viviamo bello, brutto... il distacco è sempre un brutto momento.
ma come può essere ben asfaltata una strada che termina inesorabilmente di fronte ad una bottiglia e con occhi vacui in un bicchiere ipocondriacamente seduto in un vecchio pub? Ora sei sola nella stanza e mentre scrivi pensi a quell'amore....perduto? ne sei sicura?....quella stanza è piena di te ed è ancora piena di lui. Rivedi certi momenti...chissà.
un grande augurio e un.... forza marina con affetto franco

il 18/04/2006 alle 22:30

Ti ringrazio, caro Franco, del commento bello e profondo. Mi ha colpito l'ultima tua considerazione: quella stanza ancora piena dell'amore di un uomo e di una donna che si sono allontanati. La poesia è fatta di sfumature, sono felice di essere riuscita a rendere, pur non esplicitandola, tale presenza. Un abbraccio. Marina

il 19/04/2006 alle 08:21