Pubblicata il 05/07/2001
TEMPORALE IN NATURA E NEL CUORE.

Tuoni grondanti di ruggiti tremendi,
lampi fiammanti di visioni improvvise!
Giorno t’appare come tetra luce di sera:
ti senti impotente a stabilir la tua sorte.

Già il cuore in tumulto per gravido grido
voleva sostare nel duro grembo di morte,
per l’assenza di sguardo rivolto al futuro,
frenato nel freddo del pensiero stagnante.

Or un tuono diverso, d’immane potenza,
irrompe a squassare ciò che prima natura
racchiudeva nel seno della sua armonia,
ed aggrava il torpore di mia lacera mente.

Sprofondi nel cerchio d’un insolito corso,
non sei più sicuro di tornare al normale,
hai paura affiorante che tutto si aggravi
su questa collina che solitaria ti avvolge.

Il vento rinnova nuove ondate possenti,
la pioggia imperversa a ferire le foglie:
lo sguardo rimuovi dal consueto lavoro,
ti chiedi implorante: “Ma quando finisce?”.

D’istinto un lamento vorresti condurlo
al cospetto di Lui che conferma presenza:
“Interrompi la furia che la natura ferisce,
trattieni la sferza su ogni cuore che soffre!”.
……………………………..

Francesco GHEZA 28 giugno 2001






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