Pubblicata il 30/10/2005
Non ho mai saputo far di conto,
mi mancano le dita,
non arrivo neppure a dieci.
Forse è per questo che non ho mai suonato il piano
e regredisco il senso
dei tuoi spazi intercostali,
mentre provi ad indottrinarmi le mani,
cercando il modo di riordinare
ad uno ad uno i segni
disarmonici delle sette vite che non mi appartengono.

Non sono un gatto
ti ho detto stanotte
al tentativo frigido
di puntellare le mie voglie
sulla tua bocca divelta
E mi domando
come soffiar via
l’effetto anestetizzante
di questo confuso senso d’imbroglio
delle locomotive che non conoscono più binari.

Come dire che sarebbe meglio
una nuova partizione di tempo
al posto delle tue lettere maiuscole,
scolpirsi qualche nuovo tasto
al centro esatto della lingua
o
in mancanza di code
lacerarsi le labbra soltanto

Portarti la mia sagoma
sfracellata al casello.
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bella mia piace! mi piace l'incipit e mi piace fino alla fine. a volte impone di fermarsi ed è un bene. complimenti. non mi è molto chiaro il titolo...!
buona giarnata!

il 31/10/2005 alle 18:27

perchè in mancanza di code lacerarsi le labbra?
il cane che si mangia la coda riesce anche a non lacerarsi le labbra, ma se si morde la coda come farà a mangiarsi le labbra..
o se si morde le labbra non si mangerà più la coda...?
uno smile per il mio fiorellino

il 31/10/2005 alle 22:55

Sei davvero brava... ogni tua parola ha un suo peso, un suo senso, un suo fascino, e un suo qualcosa che non riesco a dire...
Fili.

il 02/11/2005 alle 14:34