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Pubblicata il 25/10/2005
La sento,
la sento in questo momento,
continua a brillare ancora,
continua a brillare fino all'aurora,
ma poi come finirà
questa mia città?

Ne vedo i dintorni,
ne seguo i contorni,
ma non è più com'era
e ogni cosa pare una chimera.

Le stelle annegano nella Laguna
come un arcano segno della fortuna
su questo luogo antico
alle prese col suo più grande nemico.

Il tempo scorre lentamente
nella città dormiente,
ma passano sempre gli anni
scivolando tra i panni
che si muovono al vento
sigillando ogni momento.

Io mi guardo intorno
osservo la notte e il giorno,
questa città che corre
dove ogni cosa scorre,
guardo i volti della gente
scoprendo che non sa niente,
che non comprende la bellezza sorgiva
di una Venezia nuovamente viva.

Ma il tempo scorre ancora,
scorre di ora in ora,
lo posso sentire sula pelle,
nei gioghi di un mare ribelle,
nelle crepe dei muri sgretolati,
nei campi a lungo tracciati,
tra la gente stanca
che sotto un albero riposa su una panca.

Lo scorgo in occhi sopiti,
nei pozzi feriti,
in un cielo che si tinge di scarlatto
nei ricordi di un giovane vecchio matto.

Matto perchè ricorda il passato
e non vuole come tutti dire: "l'ho dimenticato".
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E' MOLTO BELLA E REGALA ATMOSFERE DENSE DI UNA NOSTALGIA MALINCONICA E SOSPESA IN UN FINALE CHE CI DICE DI NON DIMENTICARE CIO' CHE FU. LA BELLEZZA SALVERà IL MONDO! LO DICEVA DOSTOYESKY. AVEVA RAGIONE. PERFETTAMENTE RAGIONE. BRAVA ELAINE DA GIùGIù

il 25/10/2005 alle 22:10

Eh gia'! Personalmente Venezia mi ha lasciato qualche ricordo di situazioni indimenticabili, e quando cala la sera la citta' diventa magica davvero...
Un salutone alla mia "concittadina" allora... :-)

il 26/10/2005 alle 10:06

sì, aveva perfettamente ragione con questa frase, concordo pienamente. Grazie, un saluto Elaine.

il 26/10/2005 alle 19:22

Questa tua malinconica poesia mi riporta alle lacrime che scivolarono sulle mie guance, la prima volta che arrivai nella tua magica e misteriosa città.
Gli scrittori e i cantori da sempre l'hanno saputa descrivere, ma arrivarci è tutt'altro.
Ti nasce dentro una voglia di scoprire il suo passato, di leggere la sua storia attraverso le crepe, le vecchie panche, i pozzi abbandonati, quelli che tu riesci a vedere con dolore.
Davvero magnifici i tuoi versi, ciao mati

il 29/10/2005 alle 15:19

è vero, è una città da scoprire anche perchè non riuscirai mai a farlo completamente. Ogni muro è storia perchè niente ha meno di 300 anni. Grazie per il commento.

il 29/10/2005 alle 15:25