Pubblicata il 21/09/2005
Sento ancora le voci silenziose
rimbombare sulla terra,
voci che non raggiungono
nessun luogo,
vosi soffocate sul nascere
da mari di sabbia nera.

Vedo ancora gli sguardi distolti
persi nel buio,
da tanta gente che preferisce
nascondersi tra la sabbia del tempo
per non vedere e non aiutare.

Vedo ancora chi non parla
e potrebbe dire,
chi uccide
e potrebbe salvare,
chi piange
e dovrebbe ridere.

Ma soprattutto vedo la morte
che supera la vita,
vedo una bilancia
pendere sempre più velocemente,
e immagino un giorno scuro
in cui i piatti cadranno
con un fragore nel vuoto
e tutto sarà così finito.
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...nulla mai sarà finito elaine, un fragore è sempre in procinto di disperdersi chissà dove, e questa non è altro che speranza... quella speranza che tu forse ignaramente racchiudi disperata in questi versi... un bacio

il 21/09/2005 alle 18:24

Versi molto belli che nascondono un velo di rassegnazione.
però, nella parte finale, c'è un anelito di speranza, di ribellione: la rottura dei piatti che si infrangono a terra. E' un atto simbolicamente liberatorio, ne sono certa.
Bella davvero Elaine.
Ciao
M.teresa

il 21/09/2005 alle 18:31

PESSIMISTA, MA AIUTATI CON LA TUA CAPACITA' DI COSTRUIRE I VERSI PER AFFERMARE LA BELLEZZA CHE SAI DONARE. COMUNQUE EFFICACE. CIAO DA GIùGIù

il 21/09/2005 alle 22:48

toccante testo su cui sarebbe giusto soffermarsi a meditare.....

il 26/07/2019 alle 19:39