Pubblicata il 16/03/2002
Antiche mura segnate dal tempo
dove ragnatele fanno da padrone,
qualche vetro rotto sparso in terra
un vecchio pianoforte nell'androne.

Un uomo solo dai bianchi capelli
siede a capo chino innanzi al piano,
forse ripensa assorto agli anni belli
quando gli applausi prendevano la mano.

Leggere le mani sfioran la tastiera
soffici note riempiono la stanza,
d'infinita dolcezza è il suo cantare
su ogni pietra morbido rimbalza.

Vanno lontano note che sanno di cielo
dalle finestre rotte si spandono sui prati,
c'è un sapore d'antico in quest'aria lieta
c'è nostalgia di sempre di quei tempi andati.
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odore di polvere . o profumo ? ciao . karla

il 17/03/2002 alle 17:05

Odore di qualcosa che è passato, Karla, e su quella polvere posata tristemente, c'è un profumo dei ricordi di cui sono impregnati i muri delle nostre case, dove resta sempre un qualcosa di chi vi è vissuto.
Come la musica, che tempo non possiede.
Eterea, immortale, indifferente alla pietra che si corrode.

ciao
Luigi

il 17/03/2002 alle 17:58

Pietra grigia esposta al tempo
ne acqua ne vento ti hanno demolito,
come in attesa stai ad aspettare
che nuova vita vaghi fra le mura.
O musica dolce che scivoli leggera
fra gli stucchi ormai sgretolati
come umide lacrime bagni i ricordi
che vergognosi stanno rintanati.
Porta con te una nenia delicata
che s'accompagni a profumi di fiori,
forse non basterà ad una nuova vita
ma riappariranno un pò di bei colori.

Luigi

il 17/03/2002 alle 19:53

Tanti versi per questa casa
eretta sempre su muri di parole,
la casa in cui abitiamo
dove da noi creiamo il sole,
il cielo e l'erba dei prati
creiamo il mondo "Dei tempi andati ".

Luigi

haii ( japan )

il 20/03/2002 alle 23:48