Pubblicata il 27/01/2005
Sul canovaccio
vergato dalla paura
recitavo la parte
steccando le battute

Corpo celavi l'anima

Sul tragitto
delle parole
reso infido
da sinonimi e contrari
amore derapò
infrangendosi sui denti

Corpo elavi l'anima
poi ti sei fatto trasparente
l'anima nuda
ci apparve bella
labbra si schiusero
e voci roche
diventate cristalline
con poche sillabe
corressero lo sguardo

Ti vedo amore
e non mi pare vero
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Ma quanto si è innamorato il nostro avvocato???? :-)
E' bello leggerti in questa sublime versione, è meraviglioso sentire il coinvolgimento che si intreccia alle tue parole vestirmi anima e corpo... sempre con estrema classe, raffinatezza e dolcezza i tuoi versi comunicano tutta la tua estrema bellezza...
Bacinoncelatichesonoveri
Ema

il 27/01/2005 alle 13:44

Sono molto contento di questa poesia per la naturalezza con la quale l'ho sentita fluire stanotte e stamani. Mi piaceva segnare l'evolversi di un sentimento che per qualche mese ho nascosto maldestramente a me stesso.
Arrivederci a presto
Umberto

il 27/01/2005 alle 13:54

è vero, è raro ed anche io spesso e quasi sempre ho scritto cose tristi ma avevo voglia di celebrare uno splendido periodo.
Baci Umberto

il 27/01/2005 alle 15:09

grazie per il commento, talvolta per paura si mistifica ma prepotentemente emerge.
Ciao Umberto

il 27/01/2005 alle 16:16

ed è proprio così caro il mio avvocato.
Quando l'anima parla,
lo fa al cuore e a nulla valgono le bugie che silenziosamente ci diciamo.
Urlarlo al vento il nostro Amore è...vita!
Bella sensazioone, si bellissima!
;-)
M'

il 27/01/2005 alle 18:06

bene bene vedo che la sintonia è tra poeti o forse tra quarantenni...
Ciao Umberto

il 27/01/2005 alle 18:10

sig...quarantunenne!!!

il 27/01/2005 alle 20:11

...e ci vedi bene..
Hai guardato la parte migliore

L.

il 27/01/2005 alle 22:32

satranno le lenti a contatto nuove :-)))
Ciao U.

il 28/01/2005 alle 06:58