Pubblicata il 26/01/2005
Tetra tenebra
venuta
dall’estrema sponda,
dall’ultimo orizzonte
di quel magico regno,
dal nulla spunata
come malefica mano
ogni colore schiaccia,
ogni dolce magia divora,
si piegano i rami
al vento di morte
ghiacciati i fiumi
aperto il terreno,
scende la pioggia
acute sono le lacrime
di un mondo malato.

Reale castello
d’oro circondato
magico cuore
di quel regno incantato,
il potere
che tutto crea,
che tutto mantiene,
lo sa bene lo Stregone
da lì proviene,
se in quel luogo
la magia viene imprigionata
nulla potrà più rifiorire
quel mondo destinato per sempre a sparire,
il nostro lentemente a morire.

Immense sale
di splendore decorate
ora vuote
tristemente abbandonate,
la paura
come feroce
indomabile fiera
le ha reclamate,
più non si sentono
ridenti parole,
dolci profumi
soave vita
che prima in esso brillavano.

Nella più bella sala,
in piedi si ergono
sfavillanti le corone
sui capelli d’oro ingemmati,
di quella magica terra i sovrani,
lo sguardo tristo,
perso lontano
a rimirar
per l’ultima volta
ciò che un tempo
era stillante d’amore.

Le loro energie
strettamente unite
a formar
come tela di ragno
forte e sicura
intorno al castello
una barriera,
per rallentar dello Stregone
per un poco la venuta,
forti ancora prima che la speranza
sia davvero caduta.

-----Continua-----
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