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Pubblicata il 25/01/2005
Dagli occhi di un dio
non fuggi,
eppure scappi
davanti a sacre
indecisioni.

Guarda
nella mente del tuono,
lampeggia prima di lui,
rigurgita fiocchi
di neve insipida
e scava sentieri di onde.

Ascolta il ronzio
del ventre slabbrato
mentre la lama lo fende;
ingoia il sibilo pietoso
di un supplice morente.

Prova a non voltarti,
dimentica di possedere
orecchi per udire
se schioccando la lingua
ti chiamo al mio cospetto.

Ti urlerò soltanto
di andartene via:
non voglio cani rognosi
che bramano carezze
aggrappati alla sottana.
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PERO' VERAMENTE SENTITA. CIAO SERAFICO

il 25/01/2005 alle 19:41