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Pubblicata il 20/01/2005
Condannano di venerdì
nel borgo solitario,
accatastano la legna
dall’alba al tramonto
per lo spettacolo di sera.
C’è festa e gran fermento,
le comari con le uova
e i bimbi allegri
nella pubblica piazza
solo la strega nella torre
né esulta né tace.
Il carro è pronto,
il boia ha preso posto
di torcia armato:
corre verso il cielo una fiamma!
Fugge l’anima empia
a volute, come fumo.
Tra i nodi del legno
bruciato, tra cenere
argentea scava
la mano inquisitrice.
Ora cerchi la verità?
Dopo il rogo nella pubblica piazza,
dopo i gemiti e le grida
del corpo arroventato
che la grazia non potè trovare,
dopo le fiamme nella notte
ora cerchi la verità?
Dillo davanti a tutti,
nella pubblica piazza
quale oro cerchi,
mercante d’anime,
dillo che non la strega
ma la tua rispettabile carcassa
doveva rischiarare la notte.
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