Pubblicata il 14/11/2004
Sono mille notti
che è notte,
buia,
ininterrottamente oscura,
china
davanti a un sacco di iuta
carico d’aspri dolori.

Se ne sta rassegnata
ad avviluppare i suoi pentimenti
stesi al l’oscuro vento
delle antiche passioni
ed acerba di conforti
mostra la sua imponente malinconia.

Scende sovrana
a ricoprir di polvere
ogni cosa
e bussa veemente
all’uscio della coscienza
ingannandola con la sua
nenia consolatrice.

Prigioniero sotto una cappa fulgida
attendo altre mille notti,
tremando dell’insana paura
che nasce nella disperazione
della sua cecità.


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L'origine di questa notte lunga mille notti, sembra essere racchiusa in quell' "insana paura" di cui parli alla fine.
Bella poesia, scritta benissimo, trasmette emozioni e brividi...
che altro dire se non semplicemente: dopo la notte arriva sempre il giorno!!
Un salutone.

il 15/11/2004 alle 10:21

...come delicata descrizione di ciò che è alla fine...
interpretata come riflesione in versi sulla morte...
hola amico
Marco

il 15/11/2004 alle 13:34

..si, Marco, sono mille notti e forse mille di mille, che è notte, ma sono altrettante che sempre risorge il sole...
sempre magnifiche le immagini che porgi in sentire..:-) Luna

il 15/11/2004 alle 17:08

è un giorno atteso, caro Megrez...
Lo spero.
Un buon sorriso a te e grazie!
;-)
M'

il 15/11/2004 alle 19:35

si la tua potrebbe essere una buona interpretazione, ma non, la mia, è una riflessione sulla morte, bensì su qualcosa che in questo momento mi stringe il cuore.
Un caro saluto Marco...e grazie per la presenza!
;-)
M?

il 15/11/2004 alle 19:37

queste mille, invece, sembrano interminabili e forse saranno ancora buie per molto tempo.
Ti abbraccio carissima ringraziandoti per il conforto!
;-)
M'

il 15/11/2004 alle 19:39