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Pubblicata il 09/11/2004
Vermiglio rosario di pensieri
tradotto in recitati versi,
affranca l’anima unta del triste.
Duri granelli di grano,
disagio notturno
in giaciglio disfatto,
son lieve pena a discolpa.
Incessante frinire notturno
invoca giusta ricompensa
a siffatta dedizione canora.
Pendola di rintocchi aritmici
slega il fluire di note,
per tornare al silente momento
ch’era già morto in istante passato.
È veglia nolente d’un bigio,
transumanza di ricordi
foraggiati al pascolo dei perché,
e si lascia finire nel dubbio
che rinnova il cordoglio.
Muto assenso al futuro
d’un incerto progredire.
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