Pubblicata il 04/02/2002
Quando la Canso de Fis
parla alle foglie di primavera
si piegano sul Riba Lyones
"onde, onde,onde,
figlio mio
battono incessantemente il tempo
come il rintocco di campane
sottobraccio al vento
spingono la tua barca"
a rive di gianti
e donne
e lamenti
e molti festanti.

Quando la Canso de Fis
parlerá alle foglie in primavera
sarai sulla riva
tra donne
e lamenti
e gianti festanti
sul Riba Lyones
tra vite violate,
e madri piangenti.
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Bella Antonio, la tristezza di questi eventi è ben dipinta dal tuo ricordo, nel sottofondo mi sembra di sentire Sting, in "they dance alone"...
Ciao
Axel

il 04/02/2002 alle 20:43

Molto bella, molto bella davvero Antonio. Anche se forse mi mancano alcuni riferimenti culturali per apprezzarla in pieno.

Ciao
Antonio.

il 05/02/2002 alle 14:36

caro Axel ho letto quasi tutti i tuoi lavori. l'interazione tra aggettivi e verbi nell'esporre il messaggio é spesso feromonica e incisiva ma a prima lettura si rimane perplessi di fronte a cosí tanta cultura. poi man mano che le righe scorrono si inizia ad entrare nella porta della tua anima per scoprire, come coagulate ed incarnate in simbiosi di chi le ha stimolate,
le cellule (miliardi) con su le mani tutti i tuoi dattiloscritti, come gli avessi dato ancora qual'cosa di cui saziarsi. bravo!!

il 05/02/2002 alle 17:01

grazie camillo. troppo buono. ciao.

il 05/02/2002 alle 17:03

caro Antonio riferimenti geografici ufficiali non c'é ne sono ergo cercheró di illuminarti un pochino, (senza pretesa).
la Canso de Fis era in una antica e popolare credenza Maya il vento che dalla Terra del Fuoco
soffiava verso il nord e quando ció accadeva stava a significare che gli abitanti estremi del Cile,Punta Arena,avevano iniziato l'affumicazione del pesce nei loro villaggi(questo appunto per far provviste invernali)ed il Riba de Lyone é un fiumiciattolo (che poi fiume non é ma bensi si tratta di una fognatura all'aperto dove scorrono i bisogni corporei degli abitanti delle barracche) che ancora scorre tra le favelas argentine ed il puzzo non riesce a far appassire nessuna foglia. "gianti festosi" stá per giganti= dittatori in festa. comunque grazie del tuo pensiero e le tue parole. ciao.

il 05/02/2002 alle 17:32

... e ancora grazie delle tue parole. credo che anche senza musica si possano ascoltare melodie amazzoniche; basta immaginare se poi con l'aiuto di Sting si entra ancor di piú nel tema........
"uscite lacrime disse il bimbo e fondetevi nel Canso de Fis lasciatevi carezzare e trasmigrare
dove il giante festoso non possa piú infierire e le acque del Riba de Lyone sorridere".

il 05/02/2002 alle 17:42

Caro Antonio, commento la tua poesia e in risposta ho una serie di molto benevole considerazioni sulle mie... sono commosso per la considerazione, ma c'è un equivoco sicuramente, se penso a tutto quello che non so, che non conosco (compreso la Canso de Fis che tu così bene descrivi), mi sembra proprio di non sapere niente. Comunque hai ragione tu, ciò che viene fuori da me è ormai amalgama inscindibile di ciò che ho acquisito, e più per interesse che per conoscenza fine a se stessa.
Grazie ancora per le tue care parole, e sappi che contraccambio anch'io la stima verso di te, il bello di tutto questo è che ognuno con la sua sensibiltà con la sua modalità, con la sua esperienza di vita, è in grado di coinvolgere gli altri in un discorso che diventa patrimonio comune, se fosse così in tutti i campi della vita...
Ciao!
Axel

il 05/02/2002 alle 18:06

hai ragione. "se fosse cosí in tutti gli altri campi della nostra vita......" purtroppo é tutto un "condizionale". la gente non sa usare la prevenzione, si "condiziona" tutto a fatti avvenuti. SE......
ciao.

il 06/02/2002 alle 12:32

gracias de nada. purtroppo ci saranno ancora e sempre "gianti festosi" e foreste amazzoniche in tutto il mondo.e vittime innocenti.
grazie per avermi letto. ciao

il 08/02/2002 alle 23:22