Pubblicata il 11/06/2004
Solitaria vado errando
sulle bianche distese
desolate e fredde,
come questo mio cuore malato.

L'orizzonte, intorno a me,
é sempre uguale e grigio;
nessuna luce filtra,
nessun calor mi scalda.

Immagino, oltre la nebbia,
un mondo di fiori e colori,
profumo di caldo e di sole...
e l'amore, che ridona la vita.

Oltre la nebbia... ecco!
Sento l'ansia che m'assale,
ho paura qui, nel nulla
e corro... corro... corro...

Lontana sento una musica;
il tocco gentile di una mano
mi fa vibrare alla nuova vita,
ma l'ansia é ancora in me.

Poi... ecco! Finalmente!
Lenta la nebbia si dissolve,
un viso amico mi guarda e
nei suoi occhi brilla una lacrima.

A poco a poco mi sveglio dal torpore
e lasciandomi condurre dolcemente
vado verso quella calda luce,
verso la vita, verso l'amore.

1988
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Paoletta, bentornata.
Non ho più saputo nulla di te ed ho perso mail e telefono

un abbraccio grande
L.

il 11/06/2004 alle 21:19

l'importante è risvegliarsi e continuare il cammino con nuova forza......
Ciao
Mary

il 12/06/2004 alle 12:39

Una poesia che si legge in duplice ottica: quella letterale del risveglio, come ogni giorno, dopo la notte, ma anche come simbologia di ciò che questi elementi rappresentano. Di fatto ogni mattina ci risvegliamo alla vita... Versi molto interessanti, che mi sono piaciuti. Un saluto a te.
Michele

il 12/06/2004 alle 13:39

Grazie Michele, sei molto carino.
Sai, é un'altra delle mie poesie ritrovate.
Complimenti anche per le tue, ma ti farò i commenti...
Cari saluti a te

il 12/06/2004 alle 21:32

Grazie Mary...
si, continuare il cammino, anche se in questo periodo non riesco a scrivere... fortunatamente ho ritrovato le mie vecchie poesie
Ciao

il 12/06/2004 alle 21:33