Pubblicata il 09/06/2004
Chino al capezzale
di numeri già sparsi,
la mente sua sta male
e Lui vorrebbe alzarsi.

La guerra ormai é finita
ha vinto la battaglia
e, cosa assai gradita,
i fogli Lui sparpaglia.

Ma... ora che succede?
Gli sembra d'esser matto!
Davanti a Lui che vede?
che accade tutt'a un tratto?

Ma i numeri che fanno?
gli danzano davanti!
Ed ora dove vanno?
nel cielo tutti quanti!

Del sole inebriati,
di giochi divertiti,
ritornano sfiancati
sui fogli instupiditi.

Il corpo si rilassa,
la mente si riprende;
un attimo... e tutto passa
il Suo lavor l'attende.

Aprile 1990
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Si, si, bellissimo! I numeri in rivolta che rifiutano di farsi adizionare o sottrarre! Una poesia giocata davvero molto bene sul filo di una ironia surreale, a cui il verso in rima conferisce ancor più efficacia. Complimenti a te e un salutone.
Michele

il 09/06/2004 alle 17:31

Grazie, sei davvero carino.
Pensa che l'avevo scritta tanti anni fa in ufficio, durante l'intervallo... poi persa e finalmente ritrovata!
Salutissimi

il 09/06/2004 alle 20:58