Pubblicata il 04/05/2004
Cominciava così la notte.
Con silenziose mani la pioggia passava
lambendo la pelle della città.
Il cielo colava sugli alberi
trattenendo le poche stelle nel suo cuore squarciato.
L'acqua si raffermava indolente
sulle acide sponde.
Ero io la tua città
di asfalto e pietra, di chiese e palazzi,
di gatti notturni e nebbie polverose.
Arrivavi da me
con suono di tempesta.
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