Pubblicata il 21/03/2004
Era la quarta sera
le prime tre sere l'aveva attesa invano.
Anche quella sera sembrava finire così.
Spense tutte le luci
il suo corpo fu scosso da freddi brividi
accese il fuoco nel camino
e subito il fuoco prese corpo ammonendolo:
- Io sono l'Inferno...-
mentre le fiamme gli sussurravano:
- E' peccato, è peccato...-.

Non poteva sopportare oltre
quella danza diabolica
distolse lo sguardo.

Lo sapeva bene anche lui che
era peccato amare la donna di un altro.
Quella donna era una creatura dolce e incantevole, un Angelo.
Chi non se ne sarebbe innamorato?

All'improvviso sentì un crampo allo stomaco,
un dolore fortissimo,
vi premette sopra le mani e si piegò in avanti.
Pensò che fosse dovuto alla tensione
accumulata in quelle sere d'attesa:
sarebbe venuta oppure lo aveva solo
preso in giro?
Respirava a fatica: il dolore era sempre più intenso.

Ad un tratto quel terribile suono :- E' il Diavolo, eccolo, è venuto a prendere la mia Anima...-.
Si tappò gli orecchi con le mani e si nascose sotto il letto.

Il campanello alla porta suonò ancora una volta
poi la dolce e incantevole creatura, l'Angelo, non avendo ricevuto risposta se ne andò.
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E' più una prosa che una poesia...però interessante. Mi ricorda il "Piacere".
Ivan

il 21/03/2004 alle 20:47