Pubblicata il 14/01/2002
“Ancora lei, l’ombra.”
MAURIZIO CUCCHI


La tua vita è un racconto che mi fanno,
suona lontana come il mare dentro
una conchiglia e ugualmente fasulla.
O la cartolina da Benidorm
che riporta dei saluti banali
e il mio indirizzo sotto francobolli
colorati con l’effigie del re.

La tua vita è il ricordo che mi tenta,
è quella sera al tavolo di un bar
quando la pioggia accese l’amore.
È il tuo spolverino bianco rimasto
nella memoria come ultima immagine
di te davanti a Via Vittor Pisani.

Ma se guardassi là sul lungomare,
tra le palme suonate dal libeccio,
io sono certo che ancora vedrei
la tua figura camminare lieve
nel breve tragitto verso la casa
che vide la nostra felicità.

È che davvero mi manca il coraggio
di ritornare a quel borgo adriatico
per scoprire magari che gli inverni
hanno cancellato le nostre impronte,
che il fuoco ha consumato la pineta,
che il tuo ricordo è diventato nebbia.

O che, dopo avermi aspettato a lungo,
stanca di attendere, l’ombra se n’è andata.


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Mi piace molto il modo con cui "leghi" il racconto con dati reali, sensibili:Benidorm, via Vittor Pisani etc...Mi ricorda Saba.

il 14/01/2002 alle 23:33

Pardon, volevo dire Gozzano!!

il 14/01/2002 alle 23:37

Bravissimo a scrivere i tuoi ricordi in poesia, a scrivere attimi di vita con precisione e particolari. La nostalgia è forte, ci mette paura,ma in poesia ha tutto un suo fascino. complimenti Angela

il 15/01/2002 alle 14:46

Hai visto giusto: Gozzano, Luzi e Montale sono i miei modelli. In effetti ultimamente tendo ad ancorare la mia poesia alla realtà, a non evadere troppo nel sogno.

il 15/01/2002 alle 19:56

Grazie. Hugo scrisse che "La malinconia è la felicità di essere tristi". Forse vale lo stesso per la nostalgia.

il 15/01/2002 alle 19:59

Ti ringrazio. Penso anch'io che la conclusione sia il pezzo forte della poesia, non fosse altro che per il tempo che mi ci è voluto per trovarla.

il 15/01/2002 alle 20:01