Pubblicata il 13/01/2002
Cedono ramaglie
silenziose
su suoli intatti, inermi.
Disvela la fattezza
delle miniature
la loro danza;
non se ne addolora il passo
e cinge.
La pietra nei calcagni
ha germogliato un seme
di magnolia,
colombi picchiano
su viventi stagni
ed è amaro
l'angolo stretto della crisalide
il trifoglio che raccogliesti un tempo
il raggio verde che non pacifica
la lunga pena
dell'assassino.

Tracce d'alba si susseguono
screziano il cielo perle lucentissime,
occhi abbacinano crisoliti la rada,
si smussano spazi e terre
incalpestate
da piagate membra.

E l'uomo penitente
si raccoglie
mesto al furore della luce
dolce in attesa
alla sua veglia del ricordo.
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