Pubblicata il 13/01/2002
Guarda
laggiù vedrai danzare
una voce
che balena
e tace.
Nel biado risplende
e si frantuma,
un nembo passa
opaco
e non riflette il suono
e di salmastro è il vento
che trasale
e s'aggroviglia
contro il molo.

Guarda
e dal molo osserverai lo spiro
salino sibilare
e incidere gerbida
la roccia.
ti distenderai laggiù
chiotto
e udrai
il sapore fumido dell'erba

calpestata dalla pioggia.
Ritornerai in settembre
- scabro
del fiume il greto
dove morirai -
serpeggiando fuori
dalla gabbia.

Guarda
nel molo la barca
è impeciata
ma senz'acqua il suo peso
par esser più grave
greve è la mano
di chi l'ha lasciata là sola
a morire nel sole.

Ascoltami
Suonatore d'erba
ascolta la mia mano
tacere.
Intendi tu
lo stesso crepitio della zolla
che mi desta la mano
a nuovo colore?
il frusciare silente della foglia?
il turbinare bioccoso dell'onda
che biancheggia
aulente spumeggia?

Il tuo dolore è il mio
Suonatore d'erba.
Ascoltami, ascolta
la mia mano che tace
la memoria vaga
imprime.
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