Pubblicata il 13/01/2002


Non voglio un dipinto
che invecchi per me.
Non voglio si consumi
l'indeterminato in me
indiavolato e santo.
Non voglio insavire
nel pianto.
Anche un dio
è vulnerabile
se un' idea non è
che una variabile.
Che cosa me ne faccio, io,
di un eterno piedistallo?
No. Finchè posso
resterò in ballo.
Non voglio essere immortale.

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Bravo Dario, la parte di umanità che possiedi è immortale, ma non ha un io.
A che serve un quadro senz'anima ?
Ben pensata e ottimamente realizzata.

Ciao
Luigi

il 13/01/2002 alle 09:46

Ecco la mia risposta al TRIANGOLO MISTICO e a Immortale (haiku). Ti ho "pizzicato" e sono contento di aver ricevuto il tuo commento. Mi fa piacere sapere come la pensi a questo proposito. Ed è altrettanto bella la tua idea, se me lo concedi, molto affascinante. Sarà che di certe cose io nutro ancora paure "ancestrali"...! ma l'idea di immortalità è bella e spaventosa. Pensa quante cose cambierebbero nella vita, ammesso che la si chiami ancora "vita"! In questa poesia ho scherzato con il fuoco, come si suol dire. Grazie ancora
P.S C'è una cosa che ti dovevo chiedere ma lo dimentico sempre... Per il momento ti chiedo questo: se tu lo hai fatto, sapresti darmi qualche dritta per la pubblicazione delle poesie? Se ti scoccia non c'è bisogno che rispondi. Ciao!
Dario

il 13/01/2002 alle 12:18

Concordo: preferisco tenermi le mie affascinanti parole non dette, poche gioie e pochi dolori, non avere il tempo di capire tutte le cose che non vanno al mondo. Occhio non vede cuore non duole. Tenermi insomma la mia stupida ma bella finitezza. Grazie mille Luigi, trovi sempre belle parole per tutto e tutti, d'altronde è questa la tua forza, vero? Ciao a presto
Dario

il 13/01/2002 alle 12:24

Le parole seguono i pensieri, caro Dario, da sempre espresse senza lasciare traccia in un pubblico ridottissimo, quello con cui ti confronti tutti i giorni.
Grande la mia sorpresa, cambiando gli orizzonti, scoprire come le stesse parole vengono ben diversamente recepite.
Grazie a te
Luigi

il 13/01/2002 alle 12:41

Oggi facciamo un piccolo forum sulla tua poesia, Dario, volevo dire ad Axel un mio pensiero.
Per quanto conscia, L'immortalità, solo la paura della fine attesa o inattesa, da cognizione dei propri limiti e da la spinta ad una evoluzione degli stessi. Oltre naturalmente al desiderio di viverla appieno. Ma i limiti naturali, non sono grandi come quelli che ci creiamo.
Bravo Dario per l'idea di questa poesia e ... scusate per l'intrusione.
Luigi

il 13/01/2002 alle 12:50

Forse il discorso è questo: dipende se si parla di perfezione o di immortalità esclusivamente. Ad ogni modo, io forse la vedo come una formica speciale, forse non la vedo abbastanza a fondo. Poi mi chiedo: potrebbero convivere più enti immortali? Ma soprattutto: Potranno mai essere valicati certi limiti naturali? Se sì, la SUPERvita sarebbe qualcosa che rimane "élitario" secondo le mie miserabili vedute. Mi si perdonino queste parole andate "per la tangente". Tra poco devo pranzare!!!! Come può un mortale da 19 anni come me parlare con disinvoltura di cose come queste? A parte gli scherzi, ti ringrazio perchè mi dai sempre, attraverso i tuoi commenti, mirabili spunti di riflessione. Colgo l'occasione di ringraziare Luigi per il suo intervento tutt'altro che fuori-luogo, Luigi ti seguo sempre con attenzione. Grazie a tutti
Dario

il 13/01/2002 alle 13:11

Bellissima quest'immagine dell'immortalità! è meglio vivere con un'anima fino in fondo, restare in ballo nel bene e nel male, soffrire e gioire, solo questa è la vita. Ciao Angela

il 13/01/2002 alle 15:57

Sì, Angela, nel bene e nel male, perchè credo che la sapienza sia fonte anche di tristezza. E l'inespresso e l'incompreso sono aspetti troppo belli dell'esistenza perchè si possa privarsi di questi. Mi sono semplicemente fatto una ragione della mia finitezza e imperfezione. Tutto qui, forse. Mi ha fatto molto piacere il commento. Grazie, a presto.
Dario

il 13/01/2002 alle 17:53

d'accordo sulla tua poesia molto bella .
d'accordo con chi , per ragioni solidissime ,rifiuta l'immortalità .
ma a me piacerebbe tanto essere immortale !!!!!!!!!! ciao . karla .

il 13/01/2002 alle 18:23

Tu parli di Perfezione, come ti dicevo, e di immortalità. Io di una questione esclusivamente temporale, se si eccettua l'associazione di idee con la divinità. Si può parlare di un bene se non esiste il male opposto? Analogamente, non può esistere immortalità se esiste mortalità per me. Come si può lasciare correre su ciò che è meno perfetto? La sapienza non porta apatìa, non penso questo. Se un ente è più perfetto di un altro, questo non gli gioverà. Ciò che mi influenza, comunque, non mi condiziona o "marchia". L'infinito spaziale non esiste . Dio non esiste. Se non come fantasticherìa. Per me non ha senso parlarne. Niente di impeccabile mai esisterà. Per quanto incomprensibile, questa è la mia opinione. Se leggi la mia "Perfezione", capirai il mio mucchio di sentenze sconnesse e incomprensibili, ma pur sempre i miei rimangono sogni con i piedi per terra. Questo è un Capricorno.

il 13/01/2002 alle 18:57

E', tutto sommato, difficile sostenere adeguatamente l'una o l'altra tesi. Direi che la differenza tra le due è più sottile di quanto non si possa immaginare. Grazie per il tuo apprezzamento, karla, poche ma gentili parole le tue. Arricommentarci
Dario

il 14/01/2002 alle 00:44

qualsiasi sforzo alla fine viene premiato......resteranno immortali che più di loro nessuno mai è stato il peggio ed il meglio dell'umanità........ma noi non dobbiamo preoccuparci, molti di noi saranno eterni per il vuoto che si portano dentro..........altri per il vento che continuerà a soffiare a lungo...........senza ulteriori fatiche...........ciao

il 29/01/2002 alle 23:33

Già, anch'io credo che non dobbiamo preoccuparci. Continuiamo a fare quello che sentiamo e possiamo, con onestà, senza pretese. La misura è la misura della felicità, secondo me.
Ciao e grazie
Dario

il 03/03/2002 alle 02:46