Utente eliminato
Pubblicata il 12/01/2002
"Animula vagula, blandula,
hospes comesque corporis,
quae nunc abibis in loca
pallidula, rigida, nudula,
nec, ut soles, dabis iocos..."
Dal fondo oscuro dei miei ricordi
risalgono torvi fantasmi;
le loro strida mi attoscano il sangue,
il mio sangue s’offusca, si annera,
si incupisce e s’abbruna;
come inchiostro ora lo stendo su vergine carta.
Urlano, bisbigliano, si lamentano questi
spettri che sfuggono all’oscurità dove
il passato ed il futuro sono stati
risucchiati. Vivo precario su una zolla
di presente sospesa su vortici di violenza
senza fondo; la luce si perde nelle
tenebre ruinose; un fuoco mi tormenta
divorandomi il sonno e traggo il respiro
come le catene un galeotto.
Voci di spettri, mugugni di ricordi ingialliti,
tiepida meschinità della rinuncia a vivere,
indugi fatali, amore adolescenziale
saltato a piè pari per non essere mai più
vissuto… Vuoto, abisso, tormento, sospiro,
rimpianto, illusione, ricordo, morte
che vive
in me vivo.


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