Pubblicata il 12/01/2002
Cantami o diva
Di quel povero figliolo
Sperduto nella tempesta
Del tempo
Alla mercé dei marosi
Luttuosi e ostili
Prigioniero del Fato
Crudele e implacabile
Armato solamente
Del suo coraggio
Il coraggio
di guardarsi allo specchio
E di vedere il volto
Il volto
Di un uomo che muore.
Sempre avanti Egli andò
E la strada non fu mai retta
Fino alla porta dell'Ade
Dove persa ogni Speranza
Lasciò cadere le sue spoglie
E l'armi ormai inutili.
Non fu eroe e
Il suo nome non era
Nessuno.
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