Pubblicata il 12/01/2002

Da una pozzanghera
beve torbida acqua piovana,
stanco il destriero
di tante battaglie perdute.
Sfinito mi appoggio
alla rugginosa spada,
davanti a rovine bruciate
che in tempi passati
si chiamavan potere.

Glorie che il vento
ha spazzato,
come granelli di sabbia
di memoria privato.
Che resta di fulgidi eroi
di grandi e tenebrosi castelli
di drappi, di trombe
di tanti temerari duelli ?
Ferite che bruciano
sulla mia ruvida pelle,
un giaciglio di foglie
e lassù mi irridon le stelle.

che Axel mi perdoni
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NOn mi rimane che... sfidarti a duello! Spadone a due mani, mi raccomando!
Scherzi a parte, la poesia è bella, il tema mi fa entrare in risonanza (ovviamente), è un bel rifugio per la fantasia, anche se quei tempi, in realtà dovevano comportare terribili disagi anche e sopratutto, nelle banalità quotidiane.
Ciao, Cav. Luigi
AXE!

il 12/01/2002 alle 12:19

Mi sono divertito a scriverla, Axel, perchè io non amo molto i cavalieri, come i samurai.
Gente con grossi codici d'onore nei riguardi dei potenti, ma violentatori e razziatori, nei confronti di gente umile.
Non mi dispiace vederli sconfitti.
Tranquillo, la licenza d'invasione di campo non mi serve più.
Ciao
Luigi

il 12/01/2002 alle 13:26

Divertentissima, Alessandro.
Ma se il cavaliere, diventato ormai un Ronin, usasse le poche forze rimaste, per coltivare di che vivere, visto che non ha altro da fare ?
Magari con la spada arrugginita ?
Ciao ciao
Luigi

il 12/01/2002 alle 13:31

testimone mio malgrado di tutto, e quanto hai scritto è cio' che finalmente mi aspettavo da te.....
bella la poesia
ciao Titty

il 01/02/2002 alle 02:01

Ciao Luigi, leggendola mi par di vedere quel guerriero seduto sopra un masso sul colle che guarda stancamente verso valle, alle sue spalle, poco lontano, i ruderi cupi di un tempo passato.
Forse... vedo anche una lacrima che brilla sul suo viso nel sole del tramonto.
Mi é proprio piaciuta! Ciao

il 25/06/2002 alle 20:47