Pubblicata il 11/01/2002
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O
DIO
PRIMO
ANELITO
DELL'UOMO
SEI NASCOSTO
NEL NOSTRO IO
COME BRACE CHE
BRUCIA E CONSUMA
LENTAMENTE LA VITA
PER DONARE L'ETERNO.
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La sofferenza come riscatto ?
Chissà, Axel, io parlo da agnostico, e mi chiedo perchè credere in qualcosa che vive in me dovrebbe consumare la mia vita.
Non dovrebbe essere gioia ?
Ma forse non essendo religioso l'ha interpreto male.
Luigi

il 11/01/2002 alle 23:37

Dalla base alla vetta.
Alla fine è il fine che conta.
Originale costruzione e bella poesia.
Ti risponderò con "Incontro".
Bravo,
Terry

il 12/01/2002 alle 01:15

No, direi che sei abbastanza in linea con quello che intendo dire, ma il fatto che la vita, comunque, nell'attrito della quotidianità, nella sofferenza, nella logica stessa della materia si consumi, è un dato di fatto: il punto è che c'è nella fede o nel supporre comunque un motivo a tutto questo, un corrispettivo di eternità, per un piccolo bagliore che è la nostra vita.
Grazie Luigi,
Ciao
Axel

il 12/01/2002 alle 09:01

Leggendo solo il titolo io avevo pensato a un altro triangolo altrettanto mistico, però...Scherzo

Ciao
Antonio

il 18/01/2002 alle 17:15