Pubblicata il 19/10/2003
Parol che vengon scritte
rapite son state,
da gentile manina che un gran tempo le avute.

Pensier di parole son sublime certezza
che fanciulla d'incanto può tenere in sua mano
e stringer e goderne di certezza d'incanto.
Il mio sogno d'un bel regno attraversar potrà
quel ponte distante di un amore d'eterno,
e se lei lo vorrà il mio amor prenderà.

Or qua’ giunti al confine di un bell'arco di colori,
io mi accingo a donarle i miei sogni e i miei versi,
se è donzella sì onesta,
la mia mano vorrà.
E mi onori a stringerla tra ricordi d'un passato,
ch'è un passato vicino e un futuro sereno.

Parol di poetastro son da sempre per Lei,
Lei ch'è il cuore, Lei ch'è la mente e manina gentile.

Or se vuole, regalarle potrei questo sogno di noi,
che un bel dì mi donò e che ancor ho in memoria.
Or se vuole potrà prender tal sublime ricordo
che per Lei è un mio dono.

Or se vuoi io potrei regalarti parole,
or se vuoi io potrei regalarti pensieri,
or se vuoi io potrei regalarti colori.
Ma io t’imploro, non porger mai la tua mano gentile,
ma io t’imploro, non accettar con sì fatto calore il mio dono,
ma io t’imploro, non donarmi il tuo palmo d’assenso.

Ma t’imploro di rubare.
Tu ruba!
Ruba il mio sogno
e al tuo cuor fallo complice.


    Ho voluto riproporre la mia prima poesia postata su questo sito...era il lontano 7 giugno 2001.
    Ne è passato di tempo!!!!
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Ed il messere s'inchina...
;-)))

il 19/10/2003 alle 22:39

Notevole la differenza stilistica, da una classicheggiante filastrocca alle liriche molto raffinate e delicate. Ma sempre piacevole anche l'esordio!
Un abbraccio
Axel

il 20/10/2003 alle 12:43

Grazie Ax, sempre attento...
;-)
M'

il 20/10/2003 alle 21:17