Pubblicata il 15/12/2001
Era ieri: mi sedevo
bambino sul letto
vaniglia e violetto
di soffici petali all'ombra,
sopiti e cullati da brezze leggere,
giocando con gemme di luce,
sfuggite alle calde tue dita
dipinte di vita.
Sapor della mia primavera,
risveglio improvviso di dolci piaceri,
ritorno gradito in perduti sentieri.
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Hai perfettamente ragione.
Il commento non serve per apprezzare una poesia, io lo ritengo uno straordinario mezzo di comunicazione fra persone che pochissimo tempo fa, nemmeno immaginavano l'esistenza dell'altro.
Forse io ne ho fatto un uso eccessivo, ma mi sono creato una rete di mail, che con il portale strapieno, diventa necessaria per le poesie.
Ne mandiamo tra noi moltissime e ci discutiamo sopra. Già un paio di mail mi avevano parlato di una tua poesia, il pochissimo tempo a disposizione mi avevano negato il piacere di iniziare un buon dialogo.
La poesia che sto vedendo, evoca in me, molti profumi di momenti trascorsi, in camminate fra colline piene di verde, quando la voglia di vivere esplode prepotente, dopo un letargo dell'anima.
Ciao
Luigi

il 16/12/2001 alle 12:25

Dal momento che non ho ancora familiarizzato molto con gli altri poeti iscritti qui, o quantomeno con coloro che si fanno più vivi sul sito, mi farebbe piacere discutere quando se ne presenta l'opportunità, in particolare in questo periodo in cui ho un po' di tempo, via commenti o e-mail, non fa differenza. A presto
Dario

il 16/12/2001 alle 12:52