Pubblicata il 27/03/2001

Notte m'assurgi di stelle
e diafana d'acque scroscianti
al passaggio dei corpi,
ombre che appena si sfiorano.

Lambisce le membra salate
l'acqua di mare,
brivido dolce che s'attarda
sui passi esitanti che mi porgi,
come lavacro di passione nascente,
porta socchiusa sul tuo abisso.

Un sorriso intuito nel buio,
luce estatica di fosforo marino
e, oltre gli occhi,
s'attesta
l'anima silente dell'Isola
che distratta accompagna
il canto monocorde di una vecchia canzone
e il soffio di brezza di terra.

Oggi il vento ruggisce
tra le rocce di Capo Grecale,
risale sulle falesie di Albero Sole e
s'insinua fino agli scogli del cuore:
forse su altra terra dormi serena
forse un cielo vellutato ha raccolto
le sue gemme ed ora te ne fa dono perenne.

Tu Isola rimani,
Tu eterna Atlantide
Tu Itaca bramata
tu del dubbio e dei silenzi
Unica Signora.

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