Pubblicata il 21/03/2001
Benedetto sia il giorno
In cui tracciasti il mio cammino,
in cui con mando un po' tremante
intrecciasti il mio destino.

A Te affido ora
La mia fragile mente,
con me stessa mi sento sola,
mi ripeto "non vali niente".

Ogni cosa sfugge via
Prima che me ne renda conto,
ora che l'anima mia
scivola verso il fondo.

Benedetti questa musica e questo vento
Che mi dai come compagni,
se potessero in un momento
cancellare i terreni affanni.

E invece quante lacrime
Inondano il mio cuore,
mille sensazioni, mille anime
si trasformano senza rumore.

A Te tendo ora la mia mano
È Tua l'unica impronta sulla sabbia,
ogni mio sforzo sembra vano
ma avanzo senza rabbia.

Culla i miei pensieri.
Perché non siano naufraghi,
nel mare della vita.
Perché davanti all'eterna pochezza
dell'uomo non mi resta che
chinare il capo sulle Tue ginocchia
e pregare in silenzio.
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Bellissima e, forse azzardo, S. Francesco D'Assisi avrebbe scritto così, in questo millennio.

il 22/03/2001 alle 16:43