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Pubblicata il 27/05/2003
Giaccio come se il cielo fosse donna
eroicamente inerte al sole lunga
carezza di tramonto, unghia di grazia
rossa e tormento, graffio nel mio cuore.

Come se il mondo intero fosse rosa
e forte insieme, sono in un istante
breve goccia di eterno che ci è dato
solo pensare, schiavo e re, ombra e luce.

Sei così bella che io non ti credo,
e non ti crederei davvero, favola,
se tu non fossi vera per l'eterno
che muore in un istante, goccia rosa.

Vai dove non sarò che nel tramonto
rosso del mio dolore crudo, graffio
nell'anima mia inerte, lago d'ombra
eroicamente muta, cielo e notte.
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Pitture sempre di forte suggestione Filippo. L'essere che si arma e disarma, intuisce gli opposti e l'armonia, vive il suo stato umanissimo in percezione di limite, eppure anche di scintilla rara d'infinito. Ombra e luce, cielo e notte, ad unire forse l'impossibile, anche nell'amore.
Un caro saluto.
Max

il 27/05/2003 alle 15:56