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Utente eliminato
Pubblicata il 05/08/2022
Nella neve, nella memoria delle Sante notti o in quel sole ascoso ai miei occhi il pensiero cela gelidi regni, tacito abbraccio tra marea e la sorda pietra,
ma io esisto come i cani in città ordinate come bandiere, come lo stupore tra le mani pregne di preghiere contadine,
regalatemi gli istanti, la pace, il figlio che ho perduto nell'azzurro cielo, dentro gli occhi di un tempo, nelle parole inquiete muse stese, io esisto come cartoline illustrate puerili battiti raccattati sopra spiagge bagnate. Non sento il respiro degli alberi, non vedo le cicatrici del cielo, le curve del mio sangue la spuma cinerea delle correnti ma regalatemi un sogno di quelli che non si avverano fatti di carta e nettare d'agave ed una croce al collo nomade e pesante perché la vita va' ricordata, amata all'infinito datemi il vostro inferno il vostro affanno acqua che fugge dagli occhi , portatemi ciò che mai otterrò né sentirò il profumo, ciò che non vedrò né percepirò l'abbaglio, seminerò nei territori dell'imprevisto gemme mai conosciute a contadini senza nomi ad allevar polli dai piccoli bargigli.
lasciatemi la passione che ripongo in ogni verso i sospiri che indosso come carne, i panni stesi davanti alle finestre infastidite quel desiderio che aspetto e aspetterò e ho aspettato tanto, datemi l'ignaro canto della nostalgia.
perché esistere non è vivere è molto di più è vento che soffia alle ossa è perdonare serenamente le spire della morte.

tony Claus
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"perché esistere non è vivere è molto di più è vento che soffia alle ossa è perdonare serenamente le spire della morte". Questa chiusura è eccezionale, Claus! Congratulazioni vivissime. Saluti sinceri.

il 05/08/2022 alle 13:53

Condivido il profondo e veritiero commento di Sir Morris...molto apprezzata.

il 05/08/2022 alle 18:54

Acuta ed eclettica ma forse con troppi concetti di fila.... Perdi il filo..

il 06/08/2022 alle 05:30