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Pubblicata il 29/07/2022
Ricordando l'Aminta di Tasso
su cigli di porte vecchie,
l’ombra sola
e soltanto quella
di due che l’cuore bruciava.

l’acero ridente, che nell’ombra vede riparo
ha colto dell’amore l’essenza.

di quei due,
se a qualcuno domanda sorgesse
nient’altro che cielo,
e le nuvole confuse
che vagano,
e vanno.

e stipato, là
come l' Aminta,
dall’amore mosso
quel vecchio dal cuore percosso se ne stava,
zitto zitto e chino,
punito, pudico
nell’angolo del cuore suo,
perso nel cielo d’altri
all’angolo di quella porta vecchia
ricordando l’amata sua.

quella poi,
perso l’senno,
e come inconfutabile legge d’amor mortale poi comanda
lo raggiunse,
sia pur oltre il meriggio della vita.
rinsavita lei,
venuto al mondo lui
l’alba si misero a mirare,
colla porta che cigolando,
dal vento domata
la frescura all’orizzonte accarezzava.
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La poesia è buona ma lo stile troppo ridondante e antidiluviano. Ma sei di una bellezza inguardabile e, quindi, scrivi scrivi, eh eh eh

il 29/07/2022 alle 17:51

Grazie, mi hai dato degli spunti su cui pensare

il 29/07/2022 alle 19:43

Acuta ed eclettica

il 29/07/2022 alle 19:46