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Pubblicata il 19/05/2022
Tu, creaturina sublime,
di tanto gentil dono dotata,
volteggiavi nel sole ,
e di effluvi di fieno e di
viole ti inebriavi.
chio chio chio...
cantavi fendendo l'azzurro
e il richiamo alla pioggia, facevi.
ma , qualcuno,
la tua felicità volle oscurare,
e con rovente punta
le tue pupille volle bruciare.
in un solo momento
di stridulo sussurro,
ti fu rubato il sole e il
volteggiar nel cielo.
dentro una gabbiuzza imprigionato
in cupa notte ,
si tramutò il tuo fulgido sole.
che strazio il tuo cantar!
il richiamo della primavera,
oltremodo penosi e bui
i tuoi giorni rendeva.
ti raggiungeva il
profumo delle odorose
piante ,e più forte si faceva
il desio del volo, di luce e di
campagne.
finche' sfinito e stanco
il tuo canto si tramutò
in roco pianto .
i singhiozzi e i sussulti
il tuo cuoricino,
fecero palpitar si forte,
che a quel palpito ribelle
più non resse.
smise il suo canto
intriso di dolcezza triste.
si abbandonò al
sonno che quieta ogni dolore.
in un solo momento,
ritornò la luce .
il color dei glicini e delle rose.
l'effluvio del fieno e delle viole
del mirto e di menta .
ritornò il gaio fulgore di un tempo.
e nell'infinito etere
un batter di piccole ali,
di un fringuellin felice
etereo e senza età
sorvolava un esserino,
immobile per terra
senza più fremito
di angoscioso penar.
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tristezza e pietà per questa creaturina amante del canto, del volo e della luce. E' stata una lettura emozionante.

il 19/05/2022 alle 18:45

Grazie. Proprio quello che volevo trasmettere. Felice di esserci riuscita Un caro saluto

il 19/05/2022 alle 19:13