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Pubblicata il 20/04/2022
Danylo, dalla gola insapore,
prima della stagione
in cui le foglie declinano
e gli arbusti cedono vigore
associavi di un altoforno
la sua fontana bianca
ad una sorgente stellare,
il suo tino ad una vendemmia rossa
ed era gioia di Creato,
mentre tutto adesso tende
ad uno scarrucolamento
che sa di fogna
ed i vertici dei sogni
si scompigliano nel buio
di mastabe occulte,
in ipogei accadi,
nelle urla di Eroi
sepolte all'ombra di Chronos.
Suoneranno per te quella Tuba
che spargerà un orribile suono
sui sepolcreti della tua rigogliosa terra
e tutto, in un altro tempo, sembrerà nuovo,
sotto un cielo apparentemente diverso.

(dal locale n°3 sottostante le tubature
di nord-ovest, cibo esaurito, una manciata
d'ottone cal. 7,62X39 a testa)
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La rileggerò ancora un'infinità di volte per cogliere appieno tutto il senso di questa tua splendida e accorata lirica. Bentornato Ancient.

il 21/04/2022 alle 07:39

Grazie Anna.

il 21/04/2022 alle 08:33

Questo suono orribile sembra sposare e lacerare il tempo. Un uomo, che vive e muore nel cerchio degli accadimenti, delle guerre, per rinnovarsi sotto un cielo apparentemente diverso. C'è un senso di ciclicità e un aspetto dove il dolore e la morte rappresentano una sorta di scintilla per la rinascita della luce.

il 21/04/2022 alle 10:14

Vista soggettivamente è naturale la tendenza al rinnovamento sotto un altro cielo, ma questa è solo mera illusione, maya (apparenza). Vista oggettivamente la scintilla prelude alla luce ma a quel punto non è più godibile dal soggetto perchè l'IO (già incoerente e frantumato in vita) non esiste più essendo stato assorbito da algoritmi cosmici, assolutamente non decodificabili da esseri primitivi quali siamo.

il 21/04/2022 alle 13:08

C'è anche la teoria dei due lati della stessa medaglia : ispiro samsara espriro nirvana. Ciao.

il 21/04/2022 alle 14:10

"Tuba mirum spargens sonum per sepulchra regionum"...dal Dies Irae di Tommaso da Celano. Ero partito da qui, poi l'analisi forse ci ha preso la mano ....

il 21/04/2022 alle 16:30

C'è l'acre odore dei sotterranei delle acciaierie divenute templi del dolore. Ma c'è anche la trasposizione letteraria e filologica che nobilita tali miserie umane ...

il 21/04/2022 alle 19:56

L'odore acre dell'acciaieria...mi viene a mente adesso che Stalin significa acciaio. Una coincidenza

il 22/04/2022 alle 10:34