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Pubblicata il 24/03/2022
Postumi,
il mezz’uom scappa
lascia tutto indietro
padrone e padrona
piange tra i bassi lampioni,
stabiliva un contatto
quella sera
che non ebbe mai stabilito
dall’immemore

li voleva indietro
non potea restare immutato
l’isteria,
le finite amicizie,
voleva dar loro
la frusta in corpo
era solitario,
li voleva indietro
era odiato,
li voleva indietro
venia ignorato giudicato,
li voleva indietro
non eran più tre
era contesa
tra l’ primo
e l’ secondo
non voleva questo
quante lacrime perse
per una divisione
senza resto
un quoziente nullo
quello spirito ardente
non avea pace
tentò di parlare
di eliminar la presa
che le braccia quasi spezzò
di ristabilir l’equilibrio
di far rinare una somma
ma alla fine
divenne sottratto
il pà lo rinnega
non capisce
era inevitabile
ci vuol fegato
la mà rinnega
non capisce
colpa sua?
impossibile
ci vuol fegato
attonito,
lo mezzo scoppia
impreca
ringhia
accusa
rivuole immemore

il grande farò
illumina la figura
su di un asfalto freddo
e corroso
egli pensa:
-Lasciommi tutto indietro
dicon
e alor,
li lascio
vado incontro
al faro
che mi darà sollievo
e mi porterà
per sempre avanti-
rote e gas,
luce incombe,
si lancia,
congela il tempo
e tutto l’resto

raggiante sole,
insolito,
pà e mà salutan cari,
congelati
da uno sguardo poco chiaro,
quello spirito ardente
quanto l’amano
talmente ardente
che ora
una camera
del medesimo nome
l’ospita
e fu lì,
che capiron tutto
era lo Sole
che splendea
con fredezza
li sciolse
quello spirito
che volle solo
tutto indietro
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