Pubblicata il 22/10/2001

Le mie poesie non sono che scontrini
- era già diventato obbligatorio
allora il registratore di cassa? -
attestano di te che ti ho vissuta,
che ho percorso giornate sul tuo passo.

Me le ritrovo in tasca e ti ripenso
come ci si ricorda del caffè
bevuto al bar di una celebre piazza,
del souvenir comprato in un negozio
e che s’impolvera sopra una mensola.

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Lo so, lo so...questi sono versi che devono restare da soli, fermi nel momento in cui li hai scritti, lo so...perdono per averli condivisi.

il 22/10/2001 alle 21:25