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Utente eliminato
Pubblicata il 19/01/2022
Prefazione : i nomi che compaiono nel racconto sono di fantasia, ed ogni riferimento a persone o fatti realmente esistiti è puramente casuale, tranne lo pseudonimo dell'autore.

Un giovinotto d'aspetto comune,
siederebbe ai tavolini del Bar,
se non gli stesse pe scoppià er legume,
e alla morosa languida e assonnata
declama d'Amore e Maraviglia,

ma, repente, a gran voce,
inarcando fino alla nuca le ciglia :
"scetate Carulì, ché l'aria è atroce !!!".

Tiberio er Caciottaro
se (la ?) sta a fa sotto,
evento tutt'altro che casuale o raro,

ha la bottega a via dell'Imperatore,
ma alzerebbe ben poco danaro,
se non fosse pure un ricattatore.

Esclusivamente produce,
per mezzo di fradice materie prime,
dalla monnezza dei ristoranti raccattate,
e tutte sue mascalzonesche sofisticazioni :

Gorgonzola coi grilli,
ossia vermi saltanti,
che ammolla ai carrettieri intronati o brilli,

Puzzone de Moena,
onde per cui amici e parentado
all'unanimità gli voltarono la schiena,

Casu Frazigu, de contrabbando,
che se magna tutto lui,
eppure la Legge lo va cercando.

Invero prima faceva base ad Ankara,
dove spesso la gente non ha Avvocato,
la pigione è meno cara,
e la prigione molto più dura,

ma un giorno al Commissariato
gentilmente fu convocato,
e su una vecchia sedia alla turca,
dall'aguzza zeppa lorda di più colori,
di mettersi a sedere fu pregato,

Tiberio : "grazie, grazie, sto all'impiedi,
la giornata trascorsi impoltronato !!!",

Commissario : "eehhh noo, figliolo,
nella vita v'è sempre una lezione da imparare,
e lo si trova il vecchietto che te la sa insegnare,

guarda caso, nella ressa, le terga
proprio alla mia nipotina hai grattuggiato,
e t'han visto impugnare una verga,

l'ufficio m'hai impuzzonito e sporcato,
in soprammercato,
e, giacché di caciotte stai impestando
la Città Vecchia e quella Nuova,
e Visir e Pascià mi stan telefonando,
oltre l'orario per colpa tua sto lavorando.".

Ad un cenno due gagliardi giovanotti
sulla "sedia" a viva forza
lo fecero "accomodare",
mentre un terzo con straccio e cerotti
la bocca provvedeva a tappare,
e urla da inumano soprano a soffocare.

Dopo cinque giorni infernali,
nel fisico e nel morale spezzato,
per intercessione del nostro Ambasciatore
a pedate su un aereo fu caricato,
le caciotte buttate nelle fogne, e lui rimpatriato.

In un paese di mare
affittò la nuova bottega in contanti,
e i loschi affari ripresero a marci(a)re.

Atterriti, non si mostrano sordi
proprietari di Bar e Ristoranti,
quanno che se presenta a estorce sordi,
purché s'affretti a passà avanti,
ché, con la sola presenza,
de locali ne ha fatti fallì tanti.

Oltretutto è pure 'no scorfano,
e in tutto una volta, nella vita, a Zena,
una dolce creatura dalla sembianza da attizzallo,
aggratise gli è saltata in braccio, di sorpresa,
con sua gran fatica a mantené la presa,
e poi, pesantuccia, a cavallo,
ma subbito è scattata "la sorpresa",
malauguratamente era un Camallo
(scaricatore del porto di Genova / Zena).

Un ristoratore massiccio e tosto
gli ha rifiutato la mazzetta,
è un duro, lo chiamano 'O paracadutista,
ma nemmeno immagina quel che l'aspetta.

Per ore ed ore Tiberio indugia in macchina,
l'accendisigari stretto in una pugnetta
(pezzetta, presina),
come se fosse bollente,
sebbene nun s'accenda pe niente,
e cor binocolo spia donzelle scollacciate,

non solo a Pasqua, devote,
che, sia nella grigia stagione che in quella dorata,
fanno il giro delle Sette Chiese, pregando,
inginocchiate davanti a ogni Tabernacolo, o Cappella,

sol per lui, purtroppo e tristemente,
giusto a Tiberio mai avvinghiate.

Pare più una spia, che una sentinella,
mentre gli avventori, ignari e illusi,
ancor per poco godono della giornata fresca e bella,

ma, quando infine torvo avanza,
una robaccia appena spurgata,
contro parere medico,
sulla pelata a mestiere spalmata,
fra la folla e i cammerieri è il panico,

con se già reca una nuvola di loffe,
ma quando gira le spalle e si piega,
ponendo in atto simulazioni goffe,
ostentando ad arte d'aver smarrito quacchecosa,

come un raffinato sistema d'arma automatica
sgancia a raffica le proprie bombe,
quanto di più prossimo all'Apocalisse, in pratica.

Postfazione : Scimunito ipse dixit :
"lo so, né a prima, né a ultima vista,
mi fa onore e instaura fiducia,
ma, come li peggio tifosi, mi diverto solo se,
solo se faccio il teppista !!!!!".
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