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Pubblicata il 03/01/2022
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un po’ d’invidia confessa la Luna lasciando la sua gobba
appesa a una piantana d’olivo la cui corteccia raggrinzita affligge un tronco liscio

il cielo è sossopra nell’aria densa di pioggia,
pensando di fare a pezzi morti varie
in sovrascritte guizzanti, pesci d’acquario
stridono in contorni astratti

dietro al cristallo scuro
s’ammucchiò il tempo in crettarsi a pieghe stinte, ora mi fatica il verbo
si pende da un fianco e il doverlo è come un buco da cui esce senza suono
tutto il fiato
eppure godermi della Luna fra la pioggia, da acqua che non sale
m’addìa quel sabba di streghe intraviste prima
venute a fame prima dell’imbrunire, e come fossi più leggera
mi sporgo in un sorriso vago
intenta alla mia Musa gesticolare

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...Ciao Mala finalmente sei tornata...in quel vago sorriso m'addia di tutto il tuo splendore...

il 04/01/2022 alle 07:59

Romeo/ è sempre un grande piacere salutarti...lo splendore di cui m'addii è solo quello di Madama la Luna che mi delizia della sua compagnia suggerendomi pensieri e vaghi sorrisi.Buon anno dolcissimo Poeta

il 06/01/2022 alle 17:08

Henry/ gentile mister la ringrazio di esser passato di qua seppur con un commento che reputo contraddittorio; se un testo si deve sfoltire non si può considerare ottimo ma solo pesante :-)

il 06/01/2022 alle 17:26